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I LUOGHI DI ARTEMISIA

(rubrica a cura di Valentina Di Stefano)

CURIOSITA’ E NOTIZIE SULLA ROMA DEL 1886 E LE AMBIENTAZIONI UTILIZZATE PER BLACKSTEAM

Per la realizzazione delle ambientazioni di BLACKSTEAM, è stata fatta  una ricerca accurata sulla Roma del 1886. Infatti potrete ammirare alcuni monumenti ed edifici, tutt’ora esistenti, anche se trasformati dal tempo, altri, invece, che oggi non esistono più.

Per la ricerca storica ci si è avvalsi dello straordinario archivio storico/fotografico del sito: www.romasparita.eu che è una stupenda realtà di interscambio fatto con serietà assoluta. Se volete informazioni maggiori sulle foto qui pubblicate, effettuando una ricerca sul sito di Roma Sparita, allorquando sia stato possibile reperire le fonti, troverete l’anno in cui la foto è stata realizzata, nonché il nome del fotografo.

LA META SUDANS

La META SUDANS (detta anche Meta Sudante), posta tra il Colosseo, l’inizio della Via Sacra e l’Arco di Costantino, era una fontana, risalente, nella sua versione definitiva, all’età flavia (fine del I° secolo d.C.): alta circa 18 metri, di forma tronco-conica ed a pianta centrale, era circondata da una vasca di raccolta delle acque lastricata in travertino, e corredata, su uno dei lati minori di un altare eretto generalmente nei pressi di crocevia di importanti vie di comunicazione e dedicato ai “Lari” (gli spiriti protettori degli antenati defunti). 

In realtà la fontana sorge a pochissimi metri dai resti (rinvenuti durante la campagna di scavi promossa dall’Università “La Sapienza” di Roma nel 1986/2003 nella Piazza del Colosseo), di una eguale fontana, anche se più piccola, di epoca anteriore: la più antica si fa risalire all’epoca di Augusto (63 – 14 a.C.), la più recente al periodo di Domiziano (51 – 96 d.C.).

I resti della Meta Sudans, sono stati demoliti tra il 1933 ed il 1936, insieme ai resti della base del Colosso di Nerone (situati a poche decine di metri dalla fontana, tra il Colosseo ed il tempio di Venere e Roma), in concomitanza dei lavori decisi da Mussolini per la costruzione della Via dei Trionfi (l’attuale Via di San Gregorio) e della Via dell’Impero (l’attuale Via dei Fori Imperiali).

La Meta Sudans deve il suo nome alla sua particolare forma: “meta” perché nei circhi dell’antica Roma, dove si svolgevano le corse di bighe e quadrighe, le due “mete”, alle rispettive estremità della pista, erano i pilastri che indicavano il punto attorno al quale si doveva invertire la direzione di corsa, e “sudans” perché sembrava “trasudasse” acqua. Questo perché l’acqua non sgorgava dalla sua sommità tramite uno zampillo (come alcune errate ricostruzioni riportano) ma fuoriusciva in diversi “rivoli” che, quasi trasudando dall’interno della fontana, delicatamente scendevano lungo i fianchi della struttura conica, velandola, per essere raccolti nella vasca attorno al basamento: per effetto della rifrazione dei raggi del sole sull’acqua la fontana stessa sembrava brillare.

(incisione in rame del 1699, ad opera di Pietro Santi Bartoli)

 

Plastico del Museo della Civiltà Romana con la ricostruzione del
Colosso di Nerone (tra il Colosseo e il Tempio di Venere e Roma, sulla sinistra)
e della Meta Sudans, proprio dietro l’Arco di Costantino

Plastico del Museo della Civiltà Romana con la ricostruzione del Colosso di Nerone (tra il Colosseo e il Tempio di Venere e Roma, sulla sinistra) e della Meta Sudans, proprio dietro l’Arco di Costantino

 

Della fontana rimasero, fino al 1936, le fondazioni del “saliente”, a forma di cilindro in calcestruzzo (profondo 10 metri con un diametro di 7) e della vasca. Il tronco di cono costituente la fontana, elevato in cortina laterizia e con un originario rivestimento in marmo, era posto al centro di una vasca di 15,90 metri di diametro, e misurava 7 metri di diametro e 17, circa, di altezza. L’acqua di scolo era convogliata, dalla vasca, direttamente nel sistema fognario della attuale Via di San Gregorio attraverso canalette sotterranee. Malgrado tutti i recenti studi non si è potuto ancora certificare quale fosse la fonte che alimentasse la fontana, anche se la valle dove sorge il Colosseo era solcata dal “Rivo Labicano”, un torrente che, dopo poche centinaia di metri, si gettava nel Tevere tra il Circo Massimo e l’Isola Tiberina.

Il basamento della Meta Sudans agli inizi del ‘900

 

Oggi ne resta visibile soltanto la base all’interno della grande aiuola che si trova tra il Colosseo e l’Arco di Costantino, come è possibile capire dal raffronto tra le due seguenti fotografie realizzate dallo stesso punto di vista.

 

 

 

 

 

 

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